RedHat e Microsoft insieme per Azure Red Hat OpenShift

Dopo le recenti notizie che vedono Microsoft preparare una sua versione del kernel Linux, ecco che l’azienda di Redmond annuncia la disponibilità di un nuovo prodotto nato dalla collaborazione con, udite udite, Red Hat. Stiamo parlando di Azure Red Hat OpenShift, ovvero una soluzione completa e funzionante per il deployment, ovviamente sul public cloud di Microsoft, di cluster Kubernetes di livello Enterprise, ovvero OpenShift. Qualche giorno fa parlavamo di come l’uscita di Red Hat OpenShift 4 sia stata pensata per essere la soluzione ultima per il cloud ibrido e, questa collaborazione con Microsoft, non fa altro che sottolineare la cosa, essendo di fatto la prima installazione ufficiale di OpenShift nel public cloud supportata ufficialmente, sia da Red Hat che da Microsoft. Hybrid cloud provides a clear vision into the future of enterprise computing, where public cloud services stand alongside virtualization, Linux containers and bare-metal servers. Together, this forms the new datacenter in the hybrid cloud world. Azure Red Hat OpenShift provides a consistent Kubernetes foundation for enterprises to realize the benefits of this hybrid cloud model.Il cloud ibrido fornisce una chiara visione nel futuro delle infrastrutture enterprise, dove i servizi di public cloud vivono a fianco alla virtualizzazione, i container […]

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Ora che RHEL 8.0 è disponibile, a che punto è CentOS?

Il 7 maggio scorso Red Hat ha annunciato la disponibilità della versione 8.0 di Red Hat Enterprise Linux, base e fondamento di tutto l’universo del cappello rosso (o blu, per essere più precisi [o porpora, per essere più creativi]). La nuova versione rappresenta, non smentendosi rispetto al passato, un notevole punto di svolta rispetto alla precedente. Con un chiaro e spiccato orientamento al cloud, tra le tante novità presenta l’assenza di tutto l’ambiente Docker, rimpiazzato dallo stack Buildah/Podman/Skopeo di cui già abbiamo parlato. Come tutte le major release l’introduzione di RHEL 8 richiederà tempo. Sebbene il grado di retro-compatibilità generale paia garantito, prima di vedere interi parchi macchine RHEL 8 based ci vorrà un po’, ma succederà. Se infatti tutti sono sopravvissuti all’introduzione di systemd all’interno di RHEL 7, l’adozione di RHEL 8 sarà una bazzeccola. In tutto questo, qual’è lo stato di CentOS? All’interno della principale (ed unica ormai, dopo la “chiusura” di Scientific Linux) derivata di RHEL, come racconta Phoronix, sono già stati inglobati i sorgenti relativi a RHEL 8 e sono ancora in corso i lavori di sistemazione delle grafiche e dei pacchetti compatibili. Al termine degli aggiornamenti relativi all’installer, la distribuzione sarà disponibile. Il tutto è […]

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Saturday’s Talks: ma se IBM vuole che Red Hat rimanga se stessa in tutto e per tutto, perché l’ha comprata?

Premessa: io sono un tecnico. Per esigenza di copione devo occuparmi anche di questioni aziendali e burocratiche, fare cioè l’imprenditore, ma nella sostanza professionalmente mi piace far funzionare le infrastrutture piuttosto contrattare sui prezzi. Questo per chiarire che, forse, ci sono temi che non sono in grado capire. Prendi l’acquisizione di Red Hat da parte di IBM. Ecco, sto ancora cercando di comprendere, così come immagino l’intero panorama I.T. mondiale, cosa sia successo e, soprattutto, cosa succederà. Prendo come spunto l’articolo di Steven J. Vaughan-Nichols di ZDNet, intitolato “Where IBM and Red Hat go from here“. Steven di open-source ne sa. È articolista su ZDNet da una vita e conosce ed ha intervistato tutti i personaggi della galassia open-source, perciò quando scrive, riferendosi al fatto che IBM e Red Hat affermano come la reciproca indipendenza sarà garantita, queste parole: IBM and Red Hat has been saying that all along. I believe them.IBM e Red Hat lo dicono dall’inizio. Ed io gli credo. Mi fido anche io. Eppure, in fondo alla mia testa, c’è un persistente pensiero da uomo della strada. L’articolo riporta le parole del vice presidente di Red Hat, Paul Cormier: We won’t be biased to IBM services. It goes […]

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Quel momento in cui IBM, Red Hat e Microsoft siedono allo stesso tavolo, parlando di affari…

Cosa sta succedendo all’universo Red Hat? Tanto. E non si parla solamente di un aggiornamento di logo, ma di tutta una serie di notizie che, complice il Red Hat Summit recentemente svoltosi all’inizio di maggio a Boston, danno continua e costante dimostrazione di come le evoluzioni siano solo all’inizio. I numeri si usano per creare enfasi si sa, ma un recente studio IDC raccontato da ZDNet ha dimostrato come Red Hat Enterprise Linux (RHEL) contribuirà nel corso del 2019 a generare 10 triliardi di dollari di guadagno nel mondo, che equivale al 5% del PIL mondiale. Enfasi, lo ripeto, però il ragionamento calza, ed a quanto pare è stato il motore alla base della scelta di acquisizione da parte di IBM. Ed a proposito di IBM… Il keynote chiave dell’ultimo summit ha visto seduti allo stesso Jim Whiterust, CEO di Red Hat, Satyia Nadella, CEO di Microsoft e Ginni Rometty, CEO di IBM. Già detta così sembra una di quelle barzellette da informatici, ed invece è tutto successo davvero. Whiterust ha letteralmente affermato: To be blunt, five years ago we had, I guess to be polite, it would be called an adversarial relationshipIn sincerità, solamente cinque anni fa, i nostri […]

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Red Hat lancia Red Hat Linux Enterprise 8 (RHEL 8)

Continuano gli annunci importanti in ambito distro GNU/Linux: dopo Ubuntu 19.04, Deepin 15.10 e Fedora 30 Red Hat ha annunciato la disponibilità di Red Hat Enterprise Linux 8 (RHEL 8). Nel 2003 Red Hat ha fatto una scommessa, decidendo di puntare su una distribuzione pensata specificatamente per il settore enterprise. La scommessa, va detto, è […]

L’articolo Red Hat lancia Red Hat Linux Enterprise 8 (RHEL 8) sembra essere il primo su Lffl.org.

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Red Hat raccoglie il testimone di Oracle nella gestione di OpenJDK 8 e 11

Come annunciato su vari canali online, tra cui InfoWorld e DevClass, Red Hat si prenderà la responsabilità di curare i futuri sviluppi e la sicurezza di due versioni legacy della piattaforma OpenJDK: la 8 e la 11. Se vi state chiedendo che fine abbiano fatto le release 9 e 10 esse erano considerate sin dall’inizio short-term releases, quindi di fatto sono già scadute. Importate sottolineare come con “futuri sviluppi” non si intenda lo sviluppo di nuove funzionalità, bensì il mantenimento del codice attuale e la risoluzione dei bug che emergeranno nel frattempo. Curioso il fatto che OpenJDK 12, rilasciato nel marzo di quest’anno, continuerà ad essere sviluppato e manutenuto da Oracle, così come OpenJDK 13, previsto più avanti nel corso di quest’anno. In questo senso appare quasi grottesco come il codice prodotto da Red Hat potrebbe comunque finire nelle versioni di Java gestite da Oracle e da altri membri della community Java. La spiegazione insomma è tutta nel pesante impiego che Red Hat fa di OpenJDK oggi e dei suoi sviluppi futuri. A breve verrà infatti resa disponibile una versione di OpenJDK per Windows, comprensiva di IcedTea-Web, l’implementazione free software di Java Web Start. Se i conti non vi tornano […]

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