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Qualche giorno fa vi abbiamo parlato del buon Linus Torvalds che, con una inaspettata scusa pubblica riguardo il suo comportamento reiterato nel tempo, si è allontanato (temporaneamente?) dallo sviluppo del kernel Linux.

Questa cosa ha scosso parecchio la community di sviluppatori del cuore dei nostri OS preferiti che si sono visti togliere un punto di fulcro del loro processo comportamentale e decisionale.

Nella speranza di fornire delle linee guida generiche (e slegate dall’influenza

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Google sicuramente ha aiutato a definire internet così come lo conosciamo, arrivando in alcuni casi a diventare sinonimo di internet stesso (quante volte qualche nostro parente ci ha chiamato perchè “non andava più Google”?).

Seppur con i suoi prodotti si pone come a paladino della libertà degli utenti e dell’open source, e nonostante l’incredibile lavoro che abbia innegabilmente fatto per quest’ultimo, spesso inciampa e mostra quello che è uno dei suoi lati,

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Non è dato di sapere se Linus Torvalds sia andato sul cammino di Santiago, in oriente a pregare Buddha, alla Mecca o altrove, ma rimane un fatto, o meglio una frase, contenuta in una mail inviata alla lista dello sviluppo del Kernel, che sancisce qualcosa di storico per il mondo Linux.

La mail, dal titolo “Linux 4.19-rc4 released, an apology, and a maintainership note” (quindi l’annuncio della release 4.19-rc4 del Kernel, una

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Farsi un media center casalingo con software open source è, ad oggi, estremamente più semplice rispetto a qualche anno fa, in cui si doveva “litigare” con ricompilazioni di mplayer per aggiungere il supporto a questo o quel formato video, lavorare di ffmpeg per convertire i filmati e renderli leggibili e tenere tastiera e mouse collegati al computer in questione per lanciare sulla televisione la puntata successiva della propria serie preferita.

Negli anni

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Di nuovo sabato, di nuovo la fantastica (?) rubrica  #SaturdaysTalks che si occupa di trattare temi inconsueti (?) su cui si può spendere del tempo (?) perché c’è il week-end ad aspettarci!

Tema del giorno “Imparare ad imparare“. Tema caro al portale che, nato col motto “Niente è impossibile da imparare se lo spieghi bene”, cosa di cui siamo ancora profondamente tutti convinti (vero?). Poi però c’è Julia Evans, che ha questo straordinario

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Ok, è solo una domanda. Ok, è solo presente nell’ultimo update di Microsoft Windows 10, destinato ad uscire il prossimo ottobre. Ok, è stato segnalato dai tester e quindi non è detto che arrivi alla versione finale. Rimane però il fatto, come segnala The Verge, che la domanda posta dal sistema operativo all’utente in fase di installazione di un browser alternativo al default (quindi Google Chrome o Mozilla Firefox) sia piuttosto

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Mozilla negli anni si è fatta decisamente un nome. E’ interessante ripercorrere un pochino la storia di questa organizzazione e la sua evoluzione.

Tutto ebbe inizio da Netscape, uno dei primi -e più famosi- browser per desktop. Era davvero molto promettente, al punto che nel 1995 si quotò in borsa, dopo solo 18 mesi di vita dell’azienda, con una straordinaria valutazione di circa 3 miliardi di dollari.

Qualcuno di noi ancora si ricorda

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Leggendo questo articolo di Salil Deshpande l’accusa appare chiara: le grandi compagnie che operano nel cloud, Amazon su tutte, stanno mangiando alle spalle del software open-source. Già perché i servizi offerti, nel caso specifico di Amazon gli AWS, sono basati su software open-source costato nulla, pertanto è chiaro, siamo di fronte ad un abuso, per il quale esiste un’unica soluzione: una clausola definita commons.

O almeno è questa la tesi dell’autore che

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Per tutti le persone che si sono costruite l’idea di come con l’andare del tempo la figura di Torvalds si stia pian piano affievolendo in termini di importanze all’interno del Kernel Linux è giunto il momento di ricredersi.

Come dimostra questo messaggio di Theodore Ts’o della lista Ksummit.discuss, relativa alle varie organizzazioni necessarie per il summit dei maintainer del Kernel Linux, nel momento in cui Linus ha segnalato di essersi confuso riguardo alle

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Una delle opzioni di compilazione fornite inizialmente con il kernel 4.19 era la possibilità di decidere, in fase di build dell’immagine del kernel, se questo deve considerare il Random Number Generator (RNG) della CPU affidabile o meno.

Ma perchè questa decisione? Semplice, perchè l’RNG hardware presente nelle CPU di numerosi produttori, come ad esempio AMD, IBM (sulle CPU s390/POWER) ed Intel, è negli ultimi tempi al centro di un forte dibattito.

Si suppone

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